domenica 4 dicembre 2011

comunicato


Ristorante – Pizzeria – LA BRACE – tel.0974 821605
Via Alcide De Gasperi n. 60 (a 100  metri dalla stazione ferroviaria)
AGROPOLI (sa)
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Mercoledì 14 dicembre 2011  dalle ore 19,30

PIZZA E CULTURA
seconda edizione

frittura all’Italiana, giro di pizze di vari tipi, bibite e vino rosso della casa – Presentazione (5 minuti) dell’ ultima pubblicazione  (di sessanta pagine) di Catello Nastro

“LA POESIA UMORISTICA
ED EROTICA CILENTANA”

Sedicesimo volume della collana letteraria “Il Cilento nuovo” edito dalla “Libera Università Internazionale di Arte, Lettere, Musica e Storia onlus di Agropoli.”
Posti limitati. E’ gradita la prenotazione. Si riservano tavoli da 4 a 12 persone.Quota di partecipazione + libro , euro dieci.


Il Presidente
Antonio Infante


L'articolo della settimana di Catello Nastro

TAGLI AL PRESEPE

Il consiglio dei ministri della Repubblica delle Meraviglie, riunito in seduta straordinaria ad un mese dalle festività natalizie, dopo i tanti progressi apportati alla società cosiddetta civile, ha deciso di apportare dei tagli alla spesa pubblica e privata nell’allestimento del Presepe Natalizio in tutte le Regioni d’Italia e particolarmente in Campania. Gli emendamenti apportati dal governo prevedono una riduzione di pastori, di animali, di infrastrutture e sui consumi energetici. Questi, in sintesi, gli articoli.
1)   viene ripristinata l’ICI sulla Grotta di Betlemme come prima casa;
2)   al posto del Bue e l’Asinello, ci sarà nella grotta solo il bue, mentre l’asinello continuerà a lavorare come un asino. Il bue è meglio che non torna a casa;
3)   I Re Magi al posto di tre saranno uno solo. Anche i cammelli che li trasportano verranno ridotti ad uno solo che porterà l’incenso e la mirra ed a posto dell’oro porterà Buoni del tesoro e titoli azionari in euro.
4)   Nel prato sarà proibito un numero maggiore di tre pecore. Altri tipi di animali sino assolutamente vietati;
5)   Tra i tagli al commercio, un apposito emendamento prevede il divieto di panettoni e dolciumi vari e la vendita di solo pane. Non più di dieci pizze al giorno condite solo con olio, basilico e pomodori, con esclusione di mozzarella o altri formaggi.
6)   Il numero degli angeli sulla grotta è ridotto da due a uno;
7)   Gli zampognari non potranno essere più due ma uno solo. Viene data comunque facoltà di scegliere tra la zampogna o la ciaramella;
8)   Per i risparmi energetici viene eliminato il ruscello con la carta stagnola e l’acqua che scende versata dal motorino elettrico. Viene data comunque facoltà  di creare un laghetto con carta stagnola statico e comunque senza consumo di energia;
9)   Anche l’illuminazione del Presepe dovrà essere sobria con notevole tendenza al risparmio energetico. Come per tradizione non ci sarà riscaldamento elettrico, ma il bue, facendo anche straordinari non retribuiti, provvederà a fare maggiore riscaldamento;
10)                    Nel piano del commercio, oltre al negozio del panettiere è previsto un negozio di “verdummaro”, che venderà solo frutta italiana e di stagione, come pure la verdura, il “pisciavvinnulo” che venderà solo pesce azzurro, sportivo, ricco di proteine. E’ fatto divieto di esporre baccalà; “’o ghianchiero” deve rimanere chiuso;
11)                    Viene dato mandato ai vigili di vigilare che tutte queste norme vengano rispettate. Inoltre quando a teatro verrà programmata la commedia “Natale in Casa Cupiello” di Eduardo De Filippo, quando il padre domanda al figlio: “ Tummasì, te piace ‘o presebbio???” questi dovrà rispondere: “Sì. Papà! ‘O presebbeio me piace assaaje. ‘E chisti tiempi me piace…”
Buon Natale a tutti i miei lettori e non. Che il Signore porti a voi ed alle vostre famiglie tanta felicità. Anche se a tavola non ci sarà il caviale o la bottiglia di Brunello di Montalcino, è sempre la festa della famiglia. Buone Feste!!! E mi raccomando a Capodanno, niente botti!

Catello Nastro

PUBBLICATO SUL N° 44 del  3 dicembre 2011 
di UNICO settimanale di Paestum

sabato 26 novembre 2011

L'articolo della settimana - di Catello Nastro

L’ASSALTO ALLA DILIGENZA

Sulle aspre montagne dell’Arizona, quando su cento strade una sola era bona, viaggiava una diligenza tirata da quattro cavalli allenati alla lunga percorrenza. I viaggiatori erano sei, tre seduti davanti e tre, proprio di fronte, dietro. Nella parte anteriore si trovava una giovane madre con due bambini che doveva arrivare a Prigion City per andare trovare il marito finito in galera per aver rubato una caramella al supermercato di Discount City, pensando che quelle esposte in un vassoio sul banco non era in vendita, ma solo per assaggi.. Ebbe trentotto anni di carcere, ma ogni cinque anni, con la raccomandazione del sindaco di Kansas City, la famiglia poteva andarlo a trovare e portargli un pacco di fichi secchi del Cilento, una bottiglia di primitivo (sempre del Cilento) ed un paio di mutande pulite in maniera tale che ogni quinquennio il reo confesso potesse cambiarsi. Nei sedili di dietro c’era un frate indiano convertito da una prostituta del bordello del paese, un cercatore d’oro che andava a depositare all’estero due valigie piene di pepite d’oro, alcune delle quali frutto di strozzinaggio nei confronti di padri di famiglia che dovevano sfamare  moglie e figli (il cane se n’era andato di casa perchè gli avanzi non avanzavano mai) e non aveva soldi per comperare un sacchetto di polvere bianca, che a quei tempi si chiamava farina e serviva per ammazzare l’appetito e non chi la mangiava. Il sesto viaggiatore era un poeta. Aveva deciso di andare a vivere in un bosco dell’Oklaoma, libero, in mezzo alla natura incontaminata, dove gli usignoli, i cardellini e le cinciallegre potessero in silenzio ascoltare le sue poesie, che parlavano d’amore, di rispetto per la natura, di integrità morale, di fantasia. Nel mentre la diligenza percorreva il suo tragitto sulla strada sterrata e piena di polvere, sette loschi cavalieri, da non confondere coi “Magnifici sette” sbarrarono loro la strada. Intimarono a tutti di scendere e depositare a terra tutto quello che avevano di prezioso addosso: oggetti d’oro e d’argento. Valigie, soldi, roba da mangiare ed il fiasco di vino che il conducente portava appresso nelle ore notturne o quando c’era la nebbia. Questo perchè i cavalli conoscevano la strada. Il capo della banda di predoni minacciò i viandanti:” Posate le pistole perché fanno male alla vostra salute. Dateci tutti i soldi che avete e poi siete liberi di andare dove volete. I cavalli li prendiamo noi e voi potete trovare posto sulla prossima diligenza che passerà fra tre mesi. Qua vicino c’è un bosco dove potete trovare della verdura biologica senza diserbanti e conservanti e dell’acqua di sorgente fresca che in città vi sognate di trovare anche al supermercato in offerta speciale. Questo è tutto. Ora vi auguriamo buona permanenza e vi ringraziamo del furto che potrete detrarre dalla prossima dichiarazione dei redditi. Il capitalista protestò: “ Non è giusto quello che fate. In alcuni paesi civili c’è la politica…”. I bambini commentarono:” Finalmente una settimana bianca!”. I buoni viaggiatori trascinarono la carrozza nel bosco a forza di braccia per proteggersi dal freddo della notte. Il mattino seguente furono ricevuti dal dott. De Lupis, sindaco della comunità animalesca del bosco il quale diede loro il benvenuto. Dopo più di un secolo la piccola comunità diventò una metropoli  e i discendenti fecero erigere nella piazza principale una stele alta cento metri, tutta dipinta di bianco. Sulla base c’era scritto una sola parola: La Coscienza. Oggi, con l’innovazione della tecnologia, le diligenze sono scomparse. Gli assalti no !!!

Catello Nastro

PUBBLICATO SUL N° 43 DI UNICO SETTIMANALE DI PAESTUM DEL 27 NOVEMBRE 2011

domenica 20 novembre 2011

L'articolo della settimana di Catello Nastro

IL BENE DEL SINGOLO NON SEMPRE E’ IL BENE DELLA COMUNITA’
 
Esiste una grossa confusione, non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Si parla di partiti politici che sembrano spartiti musicali che cambiano quando si volta pagina. In Italia, ancora una volta, si gira la pagina. Ma questa volta la pagina o è in bianco (forse per un errore di stampa), forse voluto o non voluto, o per la mala fede di certi partecipanti al gioco degli zero. Insomma ti fanno perdere la fede politica. Anche tu, come molti altri, ritieni che la squadra del tuo cuore non sempre sia la migliore, non sempre agisce correttamente per il benessere del popolo, non sempre agisce in maniera a dir poco onesta. “Striscia la notizia” non basta a mascherare tutte le magagne nostrane. Quando dico nostrane alludo al sud ed al nord della beneamata penisola italiana. La percentuale degli amministratori non proprio corretti, secondo alcuni, agisce più per il bene proprio, poi per il singolo ed infine per la  collettività. Certamente non bisogna generalizzare. Ma se non tieni un santo in paradiso è quasi sicuro che vai a finire all’inferno. E l’inferno è quello dove si è costretti a vivere con quattrocento euro al mese e si sprofonda quando da queste quattrocento euro bisogna togliere le spese per pagare il fitto di casa. Magari una monocamera, anche al piano terreno. Qua ci sta gente che viaggia in Maserati e gente che non ha nemmeno i soldi per l’autobus cittadino. Siamo tornati alla barbarie? Forse! Un certo lusso sfrenato da parte di potenti ha portato ad una iniqua ripartizione del reddito pubblico. Cioè ci sta chi mangia quattro volte al giorno e chi una sola volta. Magari andando a fare la spesa gratis alla Caritas del paese. Sono gente dignitosa, forse sfortunati, forse che non hanno saputo soppesare bene le loro potenzialità morali e fisiche. Certo che affianco a costoro ci sta una caterva di fannulloni innocenti, che hanno fatto un corso di fotomodella, di attore o attrice, di calciatore, di laureati acculturati medio bassi, di professionisti impreparati, spesso sfornati da libere scuole che sono diventate dei veri e propri supermercato di titoli. I diplomifici, insomma. Gli enti locali, che pure hanno colpa intrinseca nel loro operato sociale, non si sono dimostrati all’altezza nel gestire i poteri a loro concessi da una struttura pubblica fortemente politicizzata che spesso chiude un occhio, spesso tutti e due. Stipendi da diecimila euro e stipendi inferiori ai mille euro per coloro che devono fare il lavoro di coloro super remunerati solo perché stanno ai vertici. Il Sud è un appendice del Nord… Sono stato in vacanza “sponsorizzata” in Puglia ed ho notato un ordine ed un progresso eccezionale. La stessa città di Salerno costituisce, a mio avviso, un esempio per la rinascita del sud. E molti paesi dell’interno del Cilento, collinari e lontani dal mare, si sono avviati su una produttività a chilometri zero che sfrutta il mercato locale ma anche la richiesta turistica. Abbiamo nel Cilento dei sindaci che ci sanno fare ed altri che…Perché questa disparità? Forse mancano i controlli? Forse sono fortunati? Ma non facciamo ridere…Qui è solo questione di gestione della cosa pubblica che si integra con quella privata formando il benessere della comunità. E i partiti??? Ma chi ci crede più. Il Presidente della Repubblica, unico faro in tanta nebbia, rappresenta la nostra speranza di uomini qualunque per la rinascita della nazione inserita in un contesto europeo e mondiale. I cavoli nostri sono diventati anche dell’Europa, ma anche quelli della Grecia sono diventati dell’Europa e quindi anche nostri. Parlare di cifre veramente non posso, perché coi numeri vado poco d’accordo. Ma parlare di riconversione morale dell’individuo facente parte di una comunità è stato sempre il mio chiodo fisso. Se ci sta un uomo che va a lavorare in bicicletta è quasi normale, ma se ci sta un uomo che va al cinema col Mercedes sorge il sospetto. E se si indaga a fondo quello che va a lavorare in bici, guadagna diecimila euro l’anno, quello che viaggia in Mercedes superaccessoriato in orario di lavoro per gli altri e non lavoro per lui non fa nemmeno la dichiarazione dei redditi. Altro che equa ripartizione del reddito pubblico…
 
Catello Nastro
 
 
PUBBLICATO SUL N .42   DEL 19 NOVEMBRE  2011
DI UNICO SETTIMANALE DI PAESTUM

martedì 15 novembre 2011

Poeti del Cilento

LEI E’ SEMPRE LEI

Anche se sono trascorsi
cinquanta anni d’amore,
di condivisione di momenti
di gioia o di tristezza,
in un’altalena quotidiana
di inutili contrasti, fatui,
come fuochi evanescenti,
di solcare le onde del mare
- ora in quiete ora in tempesta -
di una vita in simbiosi
che si sdoppia esteriormente,
con radici salde diramate
in un cretoso terreno fertile
per nuove primavere ,
con nuovi germogli, nuovi fiori,
lei è sempre lei, la stessa
di tanti anni fa quando la guardavi
e le sue guance diventavano rosse.
lei è sempre lei anche se la primavera
ha ceduto il posto all’autunno.

Catello Nastro

domenica 13 novembre 2011

Poeti del Cilento

CAPIRAI…

Capirai, un giorno non lontano,
la sofferenza fisica e morale,
i quiz che la vita ti propone
ed ai quali non sai dar risposta.

Capirai come si può osservare un fiore,
al mattino, nell’orto, appena alzato,
e godere del suo profumo e dei colori,
nell’armonia della natura ormai esplodente.

Capirai come si può amare un cane,
anche randagio, che scodinzola,
per acchiappare un’anonima carezza,
in un mondo indifferente e senza fede.

Capirai il sole che si alza la mattina,
per maturare le spighe di grano già  dorato,
nei rigogliosi campi coltivati
per produrre il più umile degli alimenti.

Il pane…

Catello Nastro

(71) Corriere della Sera

(71) Corriere della Sera