domenica 2 marzo 2014

IL POETA

IL POETA

Che il poeta sia uno che scrive poesie e le pubblica sulla rete perché non ha i soldi per farne un libro, è una cosa nota. I più fortunati, cioè quelli con reddito medio alto, possono anche farne una pubblicazione sul tradizionale supporto cartaceo per poi metterli in vendita, in libreria, sul porta a porta o a mezzo amici, associazioni o simpatie politiche. I risultati, nonostante “le buone conoscenze” non sono sempre positivi dal punto di vista economico. Rimane la soddisfazione della critica ( quella non prezzolata) che conferma che il nostro libro ha avuto successo.  Gli e-book, libri pubblicati sulla rete stanno aumentando a dismisura. Meglio un popolo di poeti che non un popolo di ladri… Un raffronto banalissimo ma che dovrebbe far riflettere sulla poesia e sulla visibilità della medesima. Certamente qualche lettore delle mie senili esternazioni informatiche potrà chiedersi, ed a ragione, “Ma questo dove vuole arrivare???” Se nel mondo ci fossero più poeti mediocri e meno politici disonesti, certamente il vantaggio sarebbe enorme. Un poeta cattivo è, in ultima analisi, innocuo, un politico cattivo può risultare dannoso non solo a pochi ma alla intera collettività che, malgrado tutto è connivente col medesimo in azioni negative per la parte sociale che essi rappresentano. A questo punto il problema diventa difficile. Paragonare la poesia alla politica lo hanno fatto pochi, sia poeti che politici. Ma un punto d’incontro, può esistere??? Senza dubbio sì!!! La base di lancio positiva nel progetto è l’onestà, la competenza, la professionalità. Quando questi elementi convergono in una sintesi ideale, per un miglioramento materiale ed ideale della società, senza dubbio possiamo sperare in una cosmica comunità che si eleva ai piani superiori. La poesia della vita non è una utopia. E’ piuttosto una intima ricerca che ogni essere umano dovrebbe abbracciare e condividere con i simili. A questo punto non andiamo a scomodare “Il Dolce Stil Novo” perché lontano nei secoli, ma le capacità umane, morali, sociali, attuali ci consentono, con un poco di buona volontà, di elevare gli spiriti, di collaborare ad una equa ripartizione del reddito pubblico, di lottare e sconfiggere i malviventi ai margini di una società in crisi, ma non certamente irrecuperabile. Ogni epoca ha avuto i suoi risvolti negativi e positivi. Migliorando questi ultimi si potrà arrivare ad un modello sociale superiore, con enorme vantaggio collettivo, non solo morale ma anche materiale…


Catello Nastro

giovedì 27 febbraio 2014

LA SPEDIZIONE DEI TRENTA,,,

LA SPEDIZIONE DEI TRENTA 
CARCIOFI DI PAESTUM

Dopo la Spedizione dei Mille di Garibaldi e quella dei “Trecento giovani e forti” di Carlo Pisacane, nel Terzo Millennio quella più famosa resterà senza dubbio quella  della spedizione di trenta carciofi giganti, dette anche “mammarelle” della Piana del Sele. Destinazione: S.Pietro Apostolo, un paesino stupendo a circa mille metri sul mare, in Sila, in Calabria dove abita la sorella maggiore di mia moglie. In una delle solite telefonate tra sorelle, la cognata calabrese di adozione ma cilentana di nascita, ha espresso il desiderio di degustare due carciofi della Piana del Sele, prodotto ortofrutticolo unico al mondo, piantato e cresciuto all’ombra dagli antichi templi di Paestum. L’antica Poseidonia. La cugina di mia moglie, Iolanda ha provveduto a far venire trenta carciofi giganti della Piana del Sele, mia moglie ha provveduto a portarle ad un corriere dove lavora mia nuora, cioè la moglie di mio figlio, che ha provveduto a sua volta  alla confezione del pacco ed alla spedizione. Il tutto nello spazio delle quarant’otto ore di tempo. La telefonata di Silvia, la sorella maggiore di mia moglie Rosanna, come ho già scritto innanzi, al ricevimento del pacco ha riconfermato l’esistenza di una grande famiglia. Quasi un tesoro, un omaggio tra sorelle di grande importanza. L’amore per la propria terra e l’amore per la gastronomia cilentana ancora una volta hanno avuto la meglio. Regalare prodotti cilentani è una cosa che solo chi abita lontano non si può permettere. Sia della Dieta Mediterranea che oltre. Le alici di menaica di Pisciotta, i salumi di Gioi Cilento, la mozzarella di bufala campana di Paestum e della Piana del Sele, le verdure e la frutta della nostre contrade, per non parlare dei vini del Cilento, fanno del nostro territorio uno dei più fortunati al mondo anche grazie al patrimonio archeologico e storico, alla fruizione delle spiagge, alla gentilezza degli operatori turistici, ai prezzi accessibili anche al ceto medio, alla bellezza del paesaggio, alla purezza delle acque, alla grandezza e al gusto dei carciofi della Piana del Sele!!!
Catello Nastro


domenica 23 febbraio 2014

Sono viecchio

E C’AGGIA  FA…


Songo viecchio e c’aggia fa’,
nun pozzo vevere e magnà,
c’ha ritto o miereco ‘e famiglia,
all’intrasatta pozzo pure schiattà.
Tra pillule, supposte e varie bustine,
ogne juorno me ne zuco ‘na ventina
e affurtunatamente ‘na serenga sulo
ogne matina aggia accchiappà ‘ngulo.
All’atu juorno ascenno ‘a rint’à cantina
l’aggio ‘ncuntrato ‘e faccia a ‘stu duttore,
ca’ jeva a visità ‘nu mutuato ‘o terzo piano,
e cumme m’ha visto cu’ ‘nu buttiglione ‘mmano,
m’ha sequestrato ricenne:”Chesto m’ò vev’io!!!
A te fa male certamente. Ma nun te preoccupà…
ca’ tu si’ mutuato mio e ara capisce,
ca’ io te penzo ogne vota… ca vaco ‘o cesso e ho piscio!!!


Catello Nastro



giovedì 20 febbraio 2014

TRA LE ONDE

TRA LE ONDE


Tra le onde del  mare in tempesta
il pensiero  galleggia  tra i marosi
rischiando ora di essere travolto,
ora  inesorabilmente di affogare.
La cultura, l’esperienza
di vita intensamente vissuta,
 non possono funzionare da salvagente.
Ed allora ti guardi attorno
all’affannosa ricerca di in appiglio.
Vecchio pescatore dalla barca insicura
ai marosi che si intervallano
a ritmo costante all’innalzare delle onde
guardi la bussola all’affannosa ricerca
di un misero e sconosciuto porto.
Il pericolo è costante, il mare impetuoso,
ma solo alla fine, superstite salvagente,
la fede ti riporta in salvo alla riva.

Catello Nastro



lunedì 17 febbraio 2014

TRA LE ONDE

TRA LE ONDE


Tra le onde del  mare in tempesta
il pensiero  galleggia  tra i marosi
rischiando ora di essere travolto,
ora  inesorabilmente di affogare.
La cultura, l’esperienza
di vita intensamente vissuta,
 non possono funzionare da salvagente.
Ed allora ti guardi attorno
all’affannosa ricerca di in appiglio.
Vecchio pescatore dalla barca insicura
ai marosi che si intervallano
a ritmo costante all’innalzare delle onde
guardi la bussola all’affannosa ricerca
di un misero e sconosciuto porto.
Il pericolo è costante, il mare impetuoso,
ma solo alla fine, superstite salvagente,
la fede ti riporta in salvo alla riva
.
Catello Nastro



martedì 11 febbraio 2014

La storia non si fa con i "se e con i "ma"

LA STORIA  NON SI FA 
CON I” SE” E CON I” MA”

La mia parte di storia vissuta, inizia nella seconda  guerra mondiale, essendo nato nel 1941, continua ancora oggi in tempo di recessione economica, crisi politica, gossip televisivo. Frasi “si stava meglio quando c’era lui, caro lei” o la  Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista, lasciano il tempo che trovano. E qui mi rifaccio a quello che disse un grande uomo politico del passato,  Pietro Nenni, mi pare, convalidare. affermò fermamente: “ La politica è un’arte sperimentale!”. Per affermare, a mio avviso, che ciò che era valido  ieri non potrebbe risultare valido oggi. Nel corso degli ultimi anni la politica ha subito radicali cambiamenti, di partiti, di persone, di  pensieri. Forse qualcuno potrebbe aggiungere, a ragione, che la troppo evoluzione (?) abbia apportato anche delle enormi involuzioni. Il rapporto stato- politica – chiesa è stato ridotto, in casi estremi, a satira televisiva, gossip, guerriglia politica a tutto danno della  famosa e fu impresa italiana, Non vorrei essere tacciato di razzismo anche perché anche lo scrivente è stato candidato alle amministrative ben tre volte: due volte al consiglio comunale di Agropoli, la prima quasi mezzo secolo fa, di poi al consiglio comunale di Torino ed infine ad Agropoli. Naturalmente con  risultati negativi. Sono state delle esperienze di normale cittadino che si espone con la sua manciata di voti a riempire il carro del direttore della politica. Nonostante ciò credo ancora nella politica ed in uomini capaci, da un lato all’altro dell’ideologia politica per risolvere i problemi di uno stato in crisi, anzi con molte crisi in tanti settori. Dal mercato locale siamo passati a quello nazionale, della Comunità ed infine internazionale ed intercontinentale. Ma si può sperare in un futuro migliore per quelli che seguiranno? Se alcuni settori fanno passi da gigante, come la ricerca, il volontariato, la solidarietà, l’accoglienza dei profughi politici. In conclusione, la disparità di reddito da lavoro manuale, artigianale e creativo risulta del tutto evidente. I mass media, in tutto questo guazzabuglio, hanno il diritto. O almeno cercare di fare il possibile per compiere questa azione di ordine morale, anche a parziale danno di facili introiti di ordine materiale. Questo per i nostri figli e per  quelli che verranno.


Catello Nastro