mercoledì 27 febbraio 2013
martedì 26 febbraio 2013
IL CULTO DELLA MADONNA DEL CARMINE NEL 1935
LA
MADONNA DEL CARMINE
Il Carmelo è il monte famoso della
Siria poiché, dopo il profeta Elia, là si ritirarono tanti pii solitari a
santificare quelle vette. Fu dal Carmelo che Elia vide sorgere dal mare la
nuvoletta che doveva irrigare on le sue acque fecondatrici la terra. E la nuvoletta era simbolo di Maria, onde il
Carmelo fu sempre abitato. Però l’Ordine Carmelitano non vi venne fondato che verso il 1150 e di là si estese in tutta
la Cristianità. Risulta però dalle cronache che già dai primi tempi Apostolici
molti santi uomini si riunirono sul Carmelo a celebrare le glorie del Signore e
a rendere un culto speciale alla Santissima Vergine. Sorsero dappoi tempi
difficilissimi e la spada di Maometto menò strage per ogni dove, finchè non giunsero
le Crociate a liberare i Luoghi Santi. Simone Stok passò seei anni in Palestina
e gran parte sul Carmelo governando con apostolico zelo il suo Ordine. Mentre
una notte pregava dinanzi alla statua della Madonna, ad un tratto vide un grande splendore e la
Santissima Vergine protendere la mano e dirgli:” Figlio, prendi il segnale del
mio amore”. La visione sparve, ma Simone
si trovò tra le mani lo scapolare di cui egli si servì per fondare la Confraternita
sotto il nome di Maria del Carmine, arricchita dai Sommi Pontefici di molti
privilegi e indulgenze.
(dal
BOLLETTINO PARROCCHIALE di Agropoli del 21 giugno 1935)
A
cura di agropolicultura.blogspot.com
1935 AD aGROPOLI
LA FESTA DEL CORPUS
DOMINI AD AGROPOLI NEL 1935
La festa del Corpus Domini ha richiamato tutti gli Agropolesi
ai piedi di Gesù Sacramentato. Nella mattinata, fin dalle ore 4,30 le
balaustre sono state affollate di fedeli
che si sono accostati alla S. Comunione.
Alla solenne processione hanno partecipato
tutte le Autorità e le varie Associazioni. Reggeva l’ombrello l’Illustrissimo Signor Segretario politico,
in luogo del Podestà, indisposto. I balconi e le finestre erano parate a festa
e le vie sparse di fiori. La Processione si è prolungata fino alla stazione.
Nella Piazza principale, davanti al Monumento ai Caduti, dopo poche parole del
Rev.mo Arciprete, fu data la solenne Benedizione. Vada il nostro ringraziamento
alle Autorità locali ed in particolare
al bravo Signor Tenente che ha provveduto così bene al mantenimento
dellordine pubblico.
(Dal Bollettino Parrocchiale
di Agropoli del 21 giugno 1935)
A cura di agropolicultura.blogspot.com
LA FEDE DI GUGLIELMO MARCONI
Riteniamo che non ci sia nessuno
che abbia potuto dubitare della fede cattolica di Guglielmo Marconi. Quello che
torna di particolare importanza è, secondo l’Agenzia Radio Nazionale, la
recente dichiarazione fatta in proposito dal grande scienziato italiano a
un giovane inglese. LA SOLA SCIENZA –AFFERMA Marconi è incapace
di spiegare una quantità di cose, la
maggioranza delle quali comprende il segreto di tutti. “ La sola scienza –
afferma Marconi – è incapace di spiegare una quantità di cose, la maggioranza delle quali comprende
il segreto di tutti: quello della nostra esistenza. Chi siamo? Donde veniamo? Come veniamo alla vita? Quantunque l’uomo,
dacché ha incominciato a pensare si sia fermato su tali problemi, , pure essi
sono rimasti tutti insolubili. . Io sono orgogliodo di dire che sono un
cattolico ed un credente. Credo nella potenza della preghiera. Credo in ciò non
soltanto come cattolico, ma cone scienziato. . Molte volte Marconi ha rivolto
il suo pensiero a Dio. Per avergli permesso di raggiungere quanto ha potuto nel
campo della scienza. Si è servito di lui come strumento della sua volontà, come
rivelazione del suo divino potere. A
questo proposito giova ricordare che allorquando Marconi compì i grandiosi impianti radiofonici della Città
del Vaticano, il Santo Padre gli rivolse
paterne parole Colle quali esprimendo il suo compicimento per le
opere eseguite da questo figlio
prediletto dalla Divina Provvidenza,
invocava le benedizioni celesti su tutti coloro che avevano comunque
contribuito a quella importante installazione.
(
da “IL BOLLETTINO PARROCCHIALE di Agropoli di giugno 1935)
A
cura di agropolicultura.blogspot.com
domenica 17 febbraio 2013
Recensione
Recensioni
“FATENE
PARLA’”
POESIE,
DETTI E PROVERBI CILENTANI
di Bonaventura
Di Matteo
Un libro in elegante veste editoriale
( L’Opera editrice, di Sessa Cilento), stampato dalla Digital press di S.Maria
di Castellabate, con alcune foto a colori, autore Bonaventura Di Matteo, mio
coetaneo, (febbraio 1947 lui, febbraio 1941 io), chiaramente autobiografico e
ricco di esperienze di vita nel Cilento, è un libro che si fa leggere tutto
d’un fiato. Nella prefazione Amedea Lampugnani scrive:”… Per Bonaventura il
vernacolo diventa lo strumento ed il mezzo ideale per meglio esprimere e
riproporre, intatte, tutte le emozioni ed i sentimenti dell’animo umano e per
restituirci un passato ormai scomparso ma mai dimenticato. Toccante è la sua
esortazione a tutti i cilentani costretti a vivere lontano dalla propria terra
per lavorare: nun te vreognà”, dice l’autore, non ti vergognare delle tue
semplici e umili origini, perché la tua terra, per quanto difficile e povera,
ti ha generato e la sua selvaggia bellezza ti rimarrà sempre nel cuore. Gaetano
Marabello nella prefazione annota:”…Il mondo di Bonaventura Di Matteo non resta
fermo al passato, ma vive ancora nel presente offrendo ai giovani d’oggi la
risorsa e la speranza per un futuro migliore, più giusto, dove ci sia sempre
posto per l’amore per la propria terra, per la famiglia, per il rispetto
reciproco, la solidarietà, i sogni, il lavoro, l’umiltà, il coraggio, la
coerenza.” Ad un certo punto Di Matteo dice:”Lasciate parlare i vecchi…” E’
naturale che per vecchio si intende saggio. Il senato, che risale alle origini
della vita democratica, era composto da anziani. Ed a questo mi sento molto
vicino all’autore proprio perché condividiamo molte cose: l’età anagrafica, la
passione per la poesia, l’amore per il Cilento, anche se nessuno di noi due è
nato nel Cilento. Ma forse proprio per questo l’amore verso la terra che ci
ospita è così grande da spingere entrambi a scrivere in dialetto cilentano, di
riportare alla memoria storica dei giovani l’antica Civiltà contadina del
Cilento, con le sue poesie, i racconti, i proverbi, gli usi e costumi,
l’enogastronomia. Proprio per questo condivido l’espressione ed il contenuto.
Catello Nastro
agropolicultura.blogspot.com
sabato 2 febbraio 2013
L'ORZO TOSTATO
L’UORZO ‘NTUSTATO
Ne li tiempi antichi a lu’
Celiento,
nun ‘ngè stia lu barro ca’ facìa
lu cafè,
ma ‘nu magazzino chiammato la cantina
addò nun se vivìa cafè ma sulo
vino.
Chi vulìa veve ‘na tazzuledda re’
cafè,
se l’avià priparà cumm’oje se
face cu lu’ thè.
L’uorzo ‘ntustato ‘nzimma a li ggrauni,
rint’à lu macenieddo macinato,
cu’ nu cucchiaro re mèlo re
campagna,
cu’ ‘na scafarea re latte re
vaccina,
‘ngaurata ‘nzimma a lu’ fucone,
era quase sempe la prima
culazzione.
Pure la sera li vicchiarieddi re
campagna,
a lu posto re fa lu magna magna,
ca’ nun li facìa rorme la notta,
la sera se faciano ‘na zuppa
r’uorzo,
cu’ ‘nu vascuotto spunzato
e nu cucchiaro re melo:
tanto pe’ cunzulà lu’ palato.
La notte rumbavano tutti,
rint’à la casa re campagna,
e alla matina ampresso
accummenzao
cu’ nu cucchiaro ‘e mele lu’
magna, magna.
Catello
Nastro
*******
TRADUZIONE
AD SENSUM
Nel secolo passato, fino
agli anni ’30, nei paesini dell’alto Cilento non esistevano i bar ma solo
cantine che fornivano al consumatore quasi sempre vino. L’orzo tostato
sostituiva il caffè, ma veniva spesso accompagnato da latte e miele naturale di
api. A questo si poteva aggiungere il pane duro (lu’ vascuotto), un pane infornato due volte che in questa zuppa si “spunzava”
creando un piatto, col latte e col miele, genuino, facilmente digeribile dai
bambini agli anziani, come colazione e come
cena. Questo piatto, abbondante,
sostituiva spesso la colazione e la cena.
agropolicultura.blogspot.com
venerdì 1 febbraio 2013
Interessante evento culturale ad Agropoli
DIECI
ANNI DELLA NOSTRA STORIA
(1939
– 1949)
Interessante mostra di documenti
cartacei dal titolo “Dieci anni della nostra storia: 1939 – 1949” nella Sala
Parrocchiale Giovanni Paolo II ad Agropoli, dall’1 al 6 febbraio 2013. L’evento
ha visto il patrocinio della Città di Agropoli, del Forum dei giovani, del
Centro di Aiuto alla Vita, che l’ha organizzata, della Diocesi di Vallo della
Lucania, della Parrocchia S.Maria delle Grazie di Agropoli, della “XXXV
Giornata Nazionale per la Vita”, dal 1 al 6 febbraio 2013. Orario di apertura
dalle ore 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30. L’ingresso è gratuito. In
esposizione 315 giornali dal 1939 al 1949, 99 manifesti dello stesso periodo,
bandiere della nazioni coinvolte nel conflitto, foto dello sbarco alleato tra Paestum
ed Agropoli. L’esposizione risulta particolarmente interessante per le nuove
generazioni che in tale maniera possono meglio comprendere il significato della
parola “guerra”. La mostra è stata organizzata in occasione del “65
Anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani 1948 – 2013.
Inoltre, domenica 3 febbraio 2013, alle ore 19,30, nella attigua Chiesa di
S.Maria delle Grazie, “CONCERTO PER LA VITA”, eseguito dal “Coro Polifonico
Euterpe”. Ci congratuliamo con gli organizzatori per il grosso spessore
culturale delle manifestazioni e la massiccia partecipazione di appassionati e
di quanti operano nel campo della Solidarietà nel nostro paese.
Catello Nastro
agropolicultura.blogspot.com
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