sabato 20 ottobre 2012

LA SCOMPARSA DEL MAESTRO ERNESTO CAMERLINGO

LA SCOMPARSA DEL
M° ERNESTO CAMERLINGO

All’età di 86 anni, in una casa di riposo, si è spento serenamente il M° Ernesto Camerlingo. Per anni abbiamo abitato nella stessa palazzina in contrada Frascinelle ad Agropoli, all’ombra di querce
secolari, nel verde della campagna che spesso gli offriva soggetti per le sue tele. Ma Ernesto Camerlingo non era solo un pittore. La sua professione era quella di pizzaiolo napoletano doc in un locale nei pressi di Piazza Municipio a Napoli. Molti, della sua numerosa famiglia, continuano, in varie zone di Napoli, l’antica tradizione della vera pizza napoletana. Trasferito ad Agropoli, oramai in pensione, la pizza la faceva solamente per gli amici della “Famiglia Cilentana” della quale era socio benemerito. Pizzaiolo, poeta, scrittore, modellista navale, grafico, scultore, amante della canzone napoletana antica, pur avendo una preparazione scolastica media, era un uomo ed un artista di grande cultura. Amava la cucina napoletana antica e, ad ogni riunione di amici, nella mia soffitta che denominammo “soffitta artistica  cilentana”, non mancava mai la spaghettata aglio olio e peperoncino. La moglie, scomparsa già alcuni anni fa, lo aiutava sapendo che al marito faceva piacere trascorrere delle serate in compagnia. In mezzo a noi c’era l’elite della cultura del Cilento, molti dei quali già hanno lasciato questo mondo. Poeti, scrittori, grafici, incisori, pittori, scultori, storici, musicisti, cantanti. E le serate, almeno una la settimana, scorrevano mangiando, bevendo, cantando e suonando. Com’era bello il nostro complesso musicale…due chitarre, un mandolino, una “tammorra” ed un cantante. Era un amico, un fratello, un confessore un maestro di vita. Sue opere si trovano, oltre che in varie collezioni italiane anche all’estero. Qualche quadro in Francia, in Svizzera, un modello navale di un veliero si trova a Genova ed uno in un famoso ristorante italiano a Vienna. Ma la maggior parte delle sue incisioni, delle opere di grafica o di pittura su tela, si trovano in molte collezioni d’Italia e della Campania in particolare modo. La scomparsa della moglie, avvenuta  una diecina di anni fa, non avendo figli, lo aveva lasciato solo in un condominio di Via Giotto ad Agropoli, nel quale si era trasferito per vivere più al centro, prima di scegliere una casa di riposo del posto. Domani, 21 ottobre, nella Chiesa del Sacro Cuore, voluta da Padre Giacomo, un altro grande benefattore del territorio cilentano, si terranno i funerali con l’ultimo saluto al Grande Maestro Napoletano che ben si adattò nel Cilento, amando il territorio, gli amici, le tradizioni e la buona cucina. Addio Maestro Camerlingo. Sono lieto di aver pubblicato sulla copertina del mio libro di recente stampa “Poesie Cilentane” edito dalla Libera Università di Arte, Lettere, Musica e Storia, onlus di Agropoli, il vostro bellissimo dipinto “Iris”, un acrilico su tela cm.70 x 100 che ora fa parte di una importante collezione privata della Campania. Il vostro ricordo rimarrà indelebile nei veri amici che vi hanno stimato e vi hanno voluto bene. Cito solo il prof. Antonio Infante, Presidente della Libera Università di Arte, Lettere, Musica e Storia, onlus, di Agropoli, e lo scultore Amedeo Pisciottano. Siamo sicuri che il Paradiso degli Artisti troverà un cavalletto ed un tela anche per voi.

Catello Nastro

mercoledì 17 ottobre 2012

Ho fatto dodici

HO FATTO DODICI

Ho fatto 12, anzi 2012, e spero anche di fare 13, cioè 2013. Non sto parlando della schedina del totocalcio, ma della scheda della mia  vita. Vivere un anno di più o un anno di meno, a mio avviso, non serve proprio a niente, in particolare modo quando un essere umano ha superato la soglia degli anni 70. Ci saranno, a questo punto, molti coetanei che, in segno di scongiuro, si gratteranno le palle o faranno scongiuri  per ritardare il trapasso. Ci sarà chi toccherà ferro, chi farà le corna, chi mangerà un cornetto, chi si rivolgerà alla Madonna di Lourdes per vivere cento anni, chi reciterà preghiere quotidiane per aggraziarsi le benevolenze divine. Ma avete mai pensato a quello che si lascerà su questa terra ed a quello che porteremo appresso nel viaggio senza ritorno?  I valori primari della persona, dell’essere umano vissuto con dignità, senza mai calpestare gli altri o buttando nel cesso la dignità propria e quella altrui. L’esistenza terrena è, a mio avviso, solo il prologo dell’eternità. Naturalmente anche la Chiesa cattolica e le altre religioni, in genere, condividono opinioni che alla fine sono le migliori e sono comuni a tutte le religioni. A questo punto il cattolico si porrà la domanda:” Ma i Musulmani ed i Buddisti sono diversi da noi.”  Non è vero!!! I veri Musulmani ed i veri Buddisti, come pure i praticanti delle altre confessioni religiose, predicano la fratellanza. Una fratellanza cosmica che potrebbe e dovrebbe iniziare con le nuove generazioni. I mass media hanno sovente la colpa di propinare concetti dal punto di vista unilaterale e non da quello cosmico. I misfatti atroci fanno audience ed allora…giù a narrare episodi di vita quotidiana che accadono ogni ora, ogni minuto, sotto ogni forma di governo, sotto il segni delle varie confessioni religiose, in ogni parte del mondo. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma qual è lo stato ideale nel quale questi misfatti non esistono? La geografia del lontano si trasforma in geografia del vicino. Cioè la nostra casa, facente parte del nostro condominio della nostra città, della nostra provincia, della nostra regione, della nostra nazione, del nostro continente, del nostro pianeta ed addirittura della nostra galassia o del sistema cosmico universale. La geografia del vicino, che studiavamo a scuola, si identificava e si identifica tuttora con la geografia cosmica. Se un’azione criminosa in Italia è identica a quella di una paese dell’Africa o delle Americhe, il crimine sarà comune e comunemente condannabile. Sia ben chiaro che non stiamo parlando  di ideologie politiche, sociali o sportive. Se uno è tifoso del Napoli o della Juventus nessuno se ne fotte, ma se sullo stadio si rompono le ossa solo per una rete dubbia, il problema diventa cosmico, universale. Ma ritorniamo al titolo dell’articolo. Oggi ho fatto dodici che, sommati agli altri sessanta del secolo scorso, fanno settantadue, l’anno prossimo, se Dio vorrà, farò tredici. Sarà un tredici di gran lunga superiore a quello del totocalcio. Vincere un centomila euro farebbe comodo, specialmente in questo periodo di recessione economica come quello che stiamo attraversando, ma non cambierebbero l’indirizzo finale dato all’esistenza nel momento in cui ho dovuto fare le grandi scelte della mia vita. Certamente ce ne sono state alcune delle quali mi vergogno, anche a distanza di molti anni, quando cioè, pur potendo aiutare dei miei simili, emigrati per ragioni di lavoro al nord, non mi sono dato da fare al massimo pensando solo, a anche principalmente a me stesso. Ma quello che ho fatto,  credetemi, mi soddisfa almeno all’80% delle mie potenzialità. Le esperienze goliardiche napoletane, l’anno della contestazione, il 68, quando mi sono laureato, il trasferimento a Torino, dove ho insegnato per oltre venti d’anni, sono state per me delle tappe nelle quali ho saputo ( o almeno presumo!!!) conciliare le doti di un essere umano dallo spirito pratico, mettendolo però anche al servizio di chi ne aveva bisogno. Non sono stato un salvatore della patria e nemmeno un grande benefattore, ma ho cercato di non calpestare la dignità degli altri. In verità devo aggiungere di aver trovato, nel capoluogo piemontese, tante persone che mi hanno arricchito spiritualmente ed anche qualcuno che ha contribuito ad incrementare il mio stipendio,  non notevole, di impiegato statale. Sia ben chiaro una cosa, che ho venduto la mia cultura, ma mai la mia dignità. Adesso che ho moglie, figli e nipoti, come ce l’hanno la maggior parte degli esseri umani della mia età, il tutto mi sembra più complicato e più semplice allo stesso tempo. Forse se tornassi indietro nel tempo mi dedicherei di più alla solidarietà. Ma, per quello che ho fatto, sono contento lo stesso…Farò tredici??? Lo spero, me lo auguro e lo auspico. Altrimenti leggete altrove…

Catello Nastro

Ho fatto dodici, di Catello Nastro [Pensieri] :: LaRecherche.it

Ho fatto dodici, di Catello Nastro [Pensieri] :: LaRecherche.it

venerdì 12 ottobre 2012

Gabriele Cianfrani, musicista di Isernia

GABRIELE CIANFRANI
L’evoluzione della musica

Finalmente mi è arrivato  il cd di GABRIELE CIANFRANI, mio nipote, di Isernia, contenente nove brani di musica jazz ( 1 – Paradise – 2 – Enigma – 3 – Pray for peace – 4 – Naimà – 5 – Space – 6 – Equinox – 7 – Impro – 8 - Eternal life – 9 - Suspended - . Nella presentazione: “ E’ il primo lavoro discografico di Gabriele Cianfrani, il quale rapito fin da ragazzo dall’arte dei grandi maestri del jazz abbraccia la graffiante sonorità fusion espressa in chiave chitarristica. L’album musicalmente influenzato dalla corrente artistica di William Stravato, rappresenta il personale contributo chitarristico al panorama moderno del rock fusion. Progetto moderno con l’intento di spaziare in sperimentazioni armoniche complesse,espresse da un alternarsi di linee funk, bossa e rock caratterizzate da estensioni sonore melodiche presenti in  diversi brani, accompagnate dall’articolare ritmica del Maestro Stravato. Scale articolate di solistica mirate ad esaltare un emergente stile elaborato e poliritmico ricorrendo  alle molteplici sonorità della chitarra semiacustica.” In religioso silenzio, nella quiete del mio studio, ho ascoltato i nove brani del cd con enorme sorpresa. Il ragazzino al quale oltre dieci anni fa regalai la mia chitarra, generica ed acustica, è diventato un gigante. Le sue esecuzioni palpitano di partecipazione attiva e creativa, le sue dita sembrano quasi accarezzare le corde, facendo scaturire toni ora bassi, ora alti come solo i grandi maestri sanno fare. Per me che ho amato ed amo la musica, è una grande soddisfazione notare che un nipote è arrivato a così alti vette. Auguri, Gabriele!!!
Catello Nastro

martedì 9 ottobre 2012

C'è tempesta - poesia libera

C’E’  TEMPESTA

C’è tempesta nel cervello.
Tuoni, fulmini e saette,
s’abbattono in tutta fretta,
nella mente che barcolla,
come una barca che traballa,
lontano dalla  spiaggia,
sol sospinta dai marosi,
che la dirigono di qua e di là.

Che succede questa notte,
col pensiero divaricato,
come un quarto di bue
sapientemente sezionato
sul bancone della macelleria,
proprio là, in fondo alla via,
in attesa di clienti affezionati
di nuovi bovini macellati.

Cosa c’entro io in questa storia,
di quotidiana, atavica memoria,
che dal mondo vegetale
attingo proteine, forse un quintale?
Di quella che forse più vale:
la buona proteina vegetale,
che senza inganno e senza dolo
non fa aumentare nemmeno il colesterolo!

Catello Nastro

venerdì 21 settembre 2012

Poesia, pensieri e parole

UN FASCIO DI LUCE IMMENSA

Illumina la notte scura e senza luna,
un fascio di luce immensa da lontano.
Sembra quasi squarciare le tenebre,
statiche nella loro sonnolenza notturna,
ferme ed abbarbicate all’oscurità
apportatrice di sonno e di riposo.
Non si capisce l’origine del fenomeno:
naturale o soprannaturale è immenso.
Sembra una cometa o una stella cadente,
oppure un incendio cosmico strisciante
nel cielo costellato di stelle dormienti.
E quando un bambino ignaro guarda
il cielo costellato di stelle fluorescenti,
ingenuamente capisce che è la luce.
La luce della solidarietà cosmica.

Catello Nastro

martedì 18 settembre 2012

Riconoscimento a Catello Nastro per la poesia

Ennesimo riconoscimento al poeta Catello Nastro
AL PREMIO LETTERARIO
“VIRELLA APICELLA GRANESE” A BELLIZZI

Sabato 15 settembre 2012,  nella biblioteca del Comune di Bellizzi, al Premio Internazionale VIRELLA APICELLA GRANESE, una grande donna impegnata nel panorama culturale che, con umiltà e tenacia aveva ricoperto  incarichi e ruoli importanti, aveva contribuito alla nascita di Associazioni, nell’universo del sapere. Lo scopo del premio è stato quello di focalizzare l’attenzione sul ruolo della donna nella vita, nel lavoro, nella famiglia, nella società, sensibilizzando,gratificando e valorizzando le grandi capacità del mondo femminile. Virella Granese ha rappresentato tutto quanto nell’accezione più ampia ed il concorso di poesia ha voluto essere un doveroso e sentito omaggio nei confronti di  una donna recentemente scomparsa. Anche il poeta Catello Nastro, originario di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, ma che vive ed opera ad Agropoli, nel Cilento, ha voluto dare il suo contributo che è stato segnalato dalla Giurìa con targa e pergamena. I suoi versi sono dedicati alla nonna Angelina che, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale aveva ben cinque figli maschi al fronte di guerra. Questa la poesia segnalata, in vernacolo napoletano, che il poeta tanto ama, racconta in versi la forza di una madre di guerra.

NONNA ANGIULINA

‘O fatto risale a sittant’anne fa, quanno nascietti,
quanno ‘e bombe pigliavano ‘o posto de’ cunfietti,
e ‘a nonna mia paterna, nonna Angiulina,
teneva cinque figli surdate, oltre ‘e cunfine.
‘O bosso mio allora teneva già tre figli piccerilli,
l’urdemo nato ero propeto io, e ne facevo strilli,
e nun sapevo d’a vuerra, quanno sunava ‘a sirena
p’avvisà ca’ steveno p’arrivà ‘e bombe a catena.
Ogne matina ‘e notte, ‘a nonna Angiulina,
cumm’à tutte l’ati mamme cu’ ‘e figli ‘o fronte,
jevano a leggere appena asceva, ‘o bullettino ‘e vuerra.
‘A mamma ca’ chiagneva e se speppava ‘a faccia,
aveva letto ‘o nomme d’o marito o d’o figlio tra ‘e dispersi.
E allora pe’  disperso s’intendeva ch’era ggià muorto.
Nonna Angiulina tra tutte ‘e mamme ‘e vuerra risperate,
cu’ lacrome chiagnute fu  cchella cchiù affurtunata.
Tutte ‘e cinche ‘e  figlie turnarono d’o’ fronte,
accerettene ‘e perucchie co’ ddt degli alleati,
se retteno dint’à tinozza ‘na bella rinfrescata,
e dint’à terra lloro se mettettene a faticà.
Forse ‘e lacreme e ‘e preghiere ‘e nonna Angiulina,
arrivarono ‘ncielo fino a Dio, e ‘a Maronna tenette pietà.
Stennimmeve ‘a mano, abbracciateve cu’ nu’ surriso,
vuje ca’ site nati ‘ntiempe ‘e pace, ca’ cammisa.
Stennimmece ‘a mano, facimmo  in modo ca’ nisciuno tace,
criammo n’atu munno: ‘nu munno ‘e pace!!!
(Catello Nastro)

Agli organizzatori del Premio le nostre più vive congratulazioni, per la serietà e lo spirito di abnegazione col quale portano avanti significative iniziative culturali, in Campania ed in particolare modo  con l’Assessorato alle Pari Opportunità, a Bellizzi che è uno dei più giovani Comuni d’Italia. All’amico Catello Nastro  sentite felicitazioni.

Antonio Infante